Sapori antichi, reperti culinari

minestra di cardo2

Per caso mi hanno fornito la ricetta di una antica pietanza della cucina povera, che, con l’entusiasmo di un archeologo ho voluto provare. Si tratta della minestra di cardo selvatico, quello scuro e spinosissimo (munirsi di guanti per pulire le foglie è prassi igienica assai utile a evitare annerimento delle mani e punture malefiche). Dopo aver pulito dai filamenti e dalle spine, si mettono a mollo i pezzi nell’acqua acidulata dal succo di un limone. Appena tutte le foglie sono state accudite, basta anche solo un cardo, non è necessario che sia un mazzo completo… ne occorre poco, si prepara un soffritto di aglio con olio extravergine di oliva e si butta il cardo tagliato a tocchetti. Si fa insaporire con un pizzico di sale, si ammorbidiranno i tocchetti… e quindi si aggiunge la quantità necessaria di brodo vegetale per cuocere un po’ di pastina. Si fa bollire il cardo nel brodo per 5 o 6 minuti, poi si butta la manciata di pastina necessaria: tempestine, semini, grattini o quel che preferite. Appena la minestra è della giusta cottura, spegnete il fornello e servite fumante. A piacere, si può aggiungere grana grattugiato e/o crostini di pane.

Buon appetito e buon viaggio nella tradizione degli antichi

Presentazione di sabato 7 novembre 2015

20151107_173204Grazie di nuovo a tutti i partecipanti alla presentazione di sabato 7 novembre, presso l’atelier del Maestro Piero Ligas in via Lamarmora. La sua Cisterna sotterranea ha accolto Il gusto della vita, i suoi lettori, e Fabio Marcello ha con perizia e tanto garbo condotto la conversazione sul libro, le sue ricette, i suoi personaggi, la passione per la lettura in generale, la scrittura come dovrebbe essere e spesso non è. Continua a leggere

Caffè nero, anzi, noir…

antichi caffettiereSto prendendo il caffè quando il frastuono di un motore vicinissimo mi induce ad affacciarmi. Con la tazza in mano, osservo un elicottero dei carabinieri volteggiare sui tetti, poi virare e passarmi sopra la testa. E’ così a bassa quota che mi pare di poter cogliere il bianco degli occhi dei militari seduti dentro.

Brevi note su Il gusto della vita

perRecensioneIl Gusto della vita è certo un romanzo della memoria e del ricordo.
E’ questa di sicuro la prima impressione che si può avere nel leggere le sue pagine che, del resto, costruiscono un testo articolato a partire da un titolo evidentemente programmatico: la sequenza delle scene in cucina, vero filo conduttore della narrazione, è infatti il cuore pulsante di un romanzo dal forte impatto descrittivo, che vive tra odori e sapori in cucine intime, familiari e sempre frequentate da pietanze diverse, che nella loro stagionalità accompagnano il corso dell’anno e il procedere della vita. Continua a leggere

Locandina dell’incontro di Villacidro

locandina presentazione villacidroEcco la locandina che verrà esposta nelle librerie di Villacidro, il paese dei cedri, il paese d’ombre caro a Giuseppe Dessì, dell’incontro che avverrà al Mulino Cadoni, ospiti della Fondazione Giuseppe Dessì, appunto.

A parlare de Il gusto della vita ci sarà Giuseppe Marras e gli intermezzi musicali saranno a cura di Anna Steri.