Zuppa di nonna

zuppa cicerchieC’era una volta la cucina a “Km zero”, ma i nostri nonni non lo sapevano che si chiamava così. E quindi in Marmillashire (ridente e collinosa contea della Sardegna meridionale) si preparava la zuppa di cicerchie come piatto da ricchi. E certo. Dovevi avere il terreno per coltivarle, o avere soldi o qualcosa con cui scambiarle. E poi l’olio dei tuoi ulivi, magari quelli maestosi e secolari che ancora in quelle zone chiamano is olias de is pisanus (dai tempi del conte Della Gherardesca, per capirci…), le bietole, le cipolle della varietà locale, dovevi aver conservato dall’estate scorsa i pomodori secchi e aver appeso in “sa lolla” (loggiato) i pomodorini a grappolo che ti durano tutto l’inverno. Quando le verdure sono cotte, aggiungi la pasta. Se non hai fatto in casa la “fregula” usi i formati della tradizione: i babbunostus, perché “is avemarias” sono piccole e adatte alla minestrina in brodo.

Adesso ti impegni, e con un po’ di fortuna trovi gli ingredienti giusti, coltivati con amore e testarda abnegazione da agricoltori e appassionati di cose buone. Così assapori la zuppa di nonna… e la cucina a km zero che ora va tanto di moda.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...